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MAGONZA (Renania – Palatinato - 05/11/2008)
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DICHIARAZIONE in occasione della riunione dell’Ufficio Internazionale dell’AREV del 5 novembre 2008 a Magonza – Renania – Palatinato


In occasione della sua riunione del 5 novembre 2008 a Magonza, l’Ufficio Internazionale dell’AREV ha esaminato l’attuazione della riforma dell’OCM-Vino ed ha stabilito la seguente dichiarazione:

Viticoltura ed OCM unico

L’Ufficio Internazionale dell’AREV ribadisce la sua opposizione all’integrazione dell’OCM-Vino nell’OCM unico che comprende tutti e settori agricoli. Il progetto di modifica dell’OCM unico che prevede l’integrazione del settore viticolo conferma in modo lampante i timori espressi da tempo dall’AREV: la normativa europea del mercato del vino perde così tutta la sua trasparenza e la sua chiarezza. L’Ufficio dell’AREV mette in guardia i ministri europei dell’agricoltura di seguire tale proposta fatta dalla Commissione e chiede insistentemente che la specificità del settore vitivinicolo sia preservata: la regolamentazione dell’OCM-Vino deve essere mantenuta in quanto entità separata, ed i suoi articoli non devono essere dispersi in diversi capitoli come proposto dalla Commissione.

Controllo delle potenzialità di produzione – Rapport d’évaluation 2012/2013

L’AREV si è dichiarata varie volte contro l’abbandono del sistema dei diritti d’impianto nell’Unione Europea. Dopo aver di nuovo discusso in modo esaustivo, l’Ufficio dell’AREV ribadisce che questo abbandono del controllo delle potenzialità di produzione condurrà ineluttabilmente all’apparizione, in numerose Regioni europee, di “strutture agro-industriali di produzione di uva”, che vanno contro tutti gli sforzi che mirano a promuovere la qualità e la protezione dei paesaggi plasmati dall’uomo. L’Ufficio dell’AREV insiste sulla necessità, per preservare le piccole e medie aziende dalla concorrenza di vere e proprie “industrie del vino”, l’Ufficio dell’AREV insiste sulla necessità di studiare, nella relazione di valutazione 2012/2013, l’impatto economico, sociale ed ambientale della riforma. L’Ufficio dell’AREV desidera il mantenimento dell’attuale regime dopo il 2015.

Criteri di qualità minima

L’Ufficio dell’AREV è molto preoccupata dal fatto che i vini provenienti da un unico vitigno, senza indicazione geografica, non siano sottomessi a nessun criterio di qualità minima. Chiede che una politica di qualità possa essere intrapresa in ogni Stato membro per i vini provenienti da un unico vitigno, senza indicazione geografica.

Procedura di autorizzazione

Per i vini con indicazione geografica, i gruppi professionali potrebbero avere la possibilità di chiedere alla Commissione l’autorizzazione di nuove denominazioni e l’adeguamento delle specificazioni dei prodotti. L’Ufficio dell’AREV chiede che tale procedura di autorizzazione rimanga, in primo luogo, di competenza delle amministrazioni locali e nazionali che l’hanno applicata sinora.

Verso la sostituzione degli Stati membri con l’OIV

La Commissione Europea ha chiesto al Consiglio di autorizzarla ad attivare dei negoziati in vista di una sua adesione a pieno titolo all’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV), dove sostituirebbe gli Stai membri per le questioni dove ci fossero stati dei trasferimenti di competenza in beneficio dell’Unione Europea: ad esempio in materia d’impianto, di vinificazione e di etichettatura.

Questa richiesta della Commissione suscita forti perplessità nell’Ufficio dell’AREV, in quanto la Commissione si arroga, contrariamente al principio di sussidiarietà, sempre più competenze in materia di politica vitivinicola a discapito degli Stati membri e quindi delle Regioni. L’Ufficio dell’AREV dà mandato al suo Presidente per informare il Direttore Generale del’OIV di tale posizione e per fare il punto sulle relazioni bilaterali.

L’Ufficio dell’AREV si oppone alla possibilità che gli Stati membri dell’Unione Europea perdano a favore della Commissione le proprie competenze tecniche nell’OIV in materia d’impianto, di vinificazione e di etichettatura. Tuttavia l’Ufficio dell’AREV non si opporrebbe ad uno statuto di osservatore per la Commissione Europea.

L’Ufficio dell’AREV chiede insistentemente a tutti e membri di sostenere queste rivendicazioni e prega il Presidente di esporre tutti questi problemi alla Commissione. L’AREV s’impegnerà a seguire da vicino l’attuazione della riforma dell’OCM-Vino.