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Risoluzione dell’AREV – Torino / 11 maggio 2012
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Risoluzione dell’AREV – Torino / 11 maggio 2012

La coltura della vigna e il suo sviluppo attraverso i secoli sono vettori della civiltà europea.

Considerando che è proprio il carattere perenne della vigna a imporre una gestione a lungo termine delle superfici piantate – contrariamente a qualsiasi altra logica a breve termine ;

Considerando che il regime dei diritti d’impianto costituisce l’elemento centrale di una politica qualitativa provata presso tutti i consumatori e confermata dalle considerevoli eccedenze del settore nella bilancia commerciale dell’Unione Europea ;

Considerando che il regime dei diritti d’impianto consente di garantire la struttura qualitativa indispensabile a qualsiasi nuova regione in grado di possedere un vigneto ;

Considerando l’importanza economica di una struttura collettiva capace di limare le alternanze di penuria e di sovrapproduzione per mantenere un’attività viticola sostenibile portatrice d’innumerevoli attività connesse ;

In merito alle conclusioni dello studio scientifico eseguito dal Prof. Etienne Montaigne e dal suo team su « Gli impatti socio-economici e territoriali della liberalizzazione dei diritti d’impianto viticoli » (www.arev.org), i rappresentanti politici e professionali dell’AREV, riuniti in sessione plenaria a Torino, riconfermano, alla stregua di tutte le risoluzioni adottate dal 2006 in poi, la loro posizione unanime sul controllo necessario del potenziale produttivo europeo tramite un regime di diritti d’impianto.

Data la necessità per i professionisti della filiera di ricevere quanto prima la conferma su questo punto cruciale per il loro futuro,

l’AREV sollecita che

• la gestione dei diritti d’impianto rimanga nell’ambito esclusivo dei poteri pubblici di ogni Stato, – in stretta relazione con le organizzazioni settoriali –, poiché le incidenze economiche e sociali superano il campo prettamente produttivo e commerciale dei vini. Il loro impatto territoriale e paesaggistico rileva d’altronde dall’assetto territoriale regionale ;

• la regolamentazione dei diritti d’impianto si applichi a tutti gli Stati membri dell’Unione Europea;

• il sistema dei diritti d’impianto si applichi a tutte le categorie di vini: DOP, IGP, SIG.

Sulla base del rapporto del deputato europeo Albert DESS sull’avvenire della PAC, adottato a stragrande maggioranza dal Parlamento Europeo, e delle ripetute rivendicazioni del COPA-COGECA, dell’EFOW e dell’AREV, ripresi a tutt’oggi da 16 ministri dell’agricoltura dell’Unione Europea, i rappresentanti politici e professionali delle 75 regioni viticole dell’AREV chiedono insistentemente alla Commissione Europea di presentare, quanto prima, una proposta legislativa che confermi il proseguimento e lo sviluppo del regime di regolazione delle piantagioni viticole.